0689178001

Gamification

Vivere per Giocare

  • d.barbato
  • Nessun commento

Durante l’ultimo IT meeting promosso dall'università la Sapienza, in cui l’azienda ha conosciuto studenti con cui avviare un processo di lavoro e crescita insieme, abbiamo partecipato a una tavola rotonda a tema gamification, argomento di forte attualità.

Cos'è la gamification?

Il termine gamification può essere definito come l’applicazione di elementi di game-design e principi del gioco in contesti avulsi dall’idea di gioco. Ma questa definizione wikipediana non dice molto: cos’è il game design, e soprattutto, cos’è il gioco?

Il game design è il procedimento di creazione di un gioco, non necessariamente un videogioco ma un gioco da tavolo, un gioco di recitazione, un gioco di ruolo, una simulazione, e prende avvio da uno studio del Gioco in sé, da quali elementi è composto (game) e come è giocato (play).

In merito ai principi del gioco partiamo considerando il gioco direttamente nell’atto del giocare, atto condiviso da tutti gli esseri viventi: gli animali per primi giocano, specie diverse di animali comunicano tra loro giocando, perfino i gatti con cani!

Come esseri umani, in particolare, possiamo rintracciare nel gioco degli elementi caratteristici, unici, che si sono evoluti durante i secoli, ovvero: il gioco è un atto gratuito, non porta guadagno se non mere ricompense simboliche; il gioco è un processo interattivo nel quale l’individuo è attivo fisicamente e mentalmente e interagisce con il gioco stesso; per giocare a un gioco bisogna accettarne le regole, che siano regole di comportamento o regole alla base di giochi come il Monopoly; durante il gioco, bisogna quindi entrare in un cerchio di gioco.

Nel cerchio del gioco possiamo essere una spanna superiori noi stessi, possiamo interpretare il ruolo di esploratore, di super-eroe, di cavaliere, possiamo essere i migliori atleti del mondo, eroi di un gioco di fiabe o perché no, il cattivo di turno.

Giocare ci piace, ci smuove emotivamente nel profondo, in quella parte propria dell’essere vivente; nel momento in cui giochiamo facciamo cose straordinarie, dedichiamo tanto tempo e applichiamo molta fatica senza percepirne lo sforzo! Scaliamo montagne – letteralmente per chi ama il free climbing – diamo tutto noi stessi per seguire un hobby come il basket ad esempio, giochiamo per ore a videogiochi impegnativi per raggiungere un obiettivo. In un gioco di recitazione con tanta forza difendiamo e interpretiamo un ruolo reale solo nel cerchio del gioco.

E se riuscissimo a trasferire il coinvolgimento (engagement) tipico del gioco, nel lavoro, nella tutela dell’ambiente, nella tutela della sicurezza o comunque laddove si presentano obiettivi stressanti e impegnativi? Come potremmo fare?

La risposta è GAMIFICATION.

Alla base della gamification c’è l’idea di trasportare le sensazioni del gioco in ambienti come il lavoro, la salute, la tutela dell’ambiente e molto altro ancora. Citando Yu-kai Chou, pioniere della materia, possiamo dire che la gamification ha la capacità di cambiare il mondo!

Immaginiamo di poter stimolare le persone e fare la raccolta differenziata, a camminare a piedi, a proteggere l’ambiente, a salvaguardare la salute, a smettere di fumare, a credere nella società in cui vivono. Potremmo creare un mondo in cui ognuno di noi mette sé stesso in quello fa e dà il meglio di sé, qualsiasi cosa faccia.

Gamification vuol dire prima di tutto aiutare le persone. Consideriamo ad esempio l’attività del camminare e i suoi vantaggi per la salute. Questa attività potrebbe risultare noiosa, potremmo preferire alla camminata il guardare una serie tv stesi sul divano…ma se venissimo incoraggiati a camminare? se venissimo “ricompensati” ogni volta che facciamo 1km di cammino? se ci sentissimo parte di un gruppo di persone che camminano per il mondo trasmettendo l’idea di benessere, salute e felicità? ci sentiremmo motivati, migliori di noi stessi e soprattutto cammineremmo invece di star sul divano!! Stiamo gamificando l’attività del cammino in questo caso.

Ma davvero l’uomo ha bisogno di essere invogliato a fare attività altrimenti stressanti? Davvero bisogna “inventare ricompense” per incoraggiarlo?

“Un eroe è un normale essere umano che fa la migliore delle cose nella peggiore delle circostanze”

(Joseph Campbell)

Tutti noi siamo a nostro modo eroi, a partire dalle piccole faccende giornaliere, però durante la giornata lo dimentichiamo lasciando spazio a preoccupazioni, tristezza e sconforto. La gamification dal canto suo ci ricorda che ognuno di noi puoi creare qualcosa di bello, che ognuno di noi è speciale, e lo fa dandoci degli obiettivi da seguire in virtù di questo spirito attraente. Non ci sorprende che il fondamento morale della gamification sia proprio trovare soluzioni laddove la nobiltà d’animo ne esce arricchita: non vogliamo assolutamente incoraggiare una persona a compiere azioni pericolose per lui o per gli altri!

Riportiamo un esempio reale di gamification applicata alla tutela dell’ambiente, l’esempio è preso dal sito yukaichou.com con riferimento al citato Yu-kai Chou.

La società Opower ha trovato un modo per risolvere la crisi energetica mondiale a suo modo. Opower lavora a fianco delle compagnie che forniscono servizi al cittadino inviando all’utente dati sul suo consumo di energia e applica la gamification nel seguente modo. I residenti ricevono informazioni sul loro consumo di energia elettrica e consigli su come diminuirlo (aumentare di pochi gradi la temperatura del termostato d’estate oppure scegliere un lavaggio a minor consumo energetico per la lavatrice). I residenti sono invogliati a far meglio, a consumare meno, a vincere la gara al minor consumo con loro stessi ma anche con i vicini; ricevono feedback positivi e lettere ogni qual volta consumano meno così da esser invogliati a far ancora meglio, magari pubblicano su Facebook prove del loro successo gioendo dei risultati e del loro impegno per l’ambiente. Tutto questo coinvolgimento emotivo è la colonna portante della gamification, che troviamo sempre più in app, siti, nelle aziende, ovunque l’uomo possa interagire.

Una riflessione: è la gamification complicata da attuare, è difficile intuire ciò che stimola le persone a far bene? Penso di no, credo basti domandarsi cosa è che ci stimola a portare avanti un compito che con tanta passione portiamo a termine. Questo compito può essere un hobby, un gioco oppure il lavoro. Quindi vi chiedo…perché giochiamo? Trovata risposta a questa domanda la soluzione può esser usata direttamente nelle nostre vite, ricreando quelle sensazioni di benessere, tipiche del gioco quando più ne abbiamo bisogno; stimolando positivamente noi, i nostri amici, colleghi al fine di creare tutti insieme un mondo meno opprimente e stressante, un mondo da giocare insomma.

Article by Vincenzo Criniti

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice.